The terminal
I pensierini di girliegirl di mercoledì, 07 maggio 2008, ore 03:28
Negli ultimi giorni, ho lavorato come una schiava. Ieri, come due schiave. Avete presente quella specie di euforia che prende quando si è in scadenza e manca un sacco di cose da fare e a ogni minuto sprecato la probabilità di riuscire a terminare in tempo sembra assottigliarsi infinitamente? E pure si deve finire, e si finisce. Esausti.
Ieri, ero così.
Completamente cotta, ero andata a dormire alle quattro e mi ero svegliata alle sei: lavoro, lavoro, colazione saltata, doccia, lavoro, pranzo alla scrivania, lavoro, lavoro, lavoro, lavoro, altra doccia, valigia, aeroporto, preso l'ultimo volo della sera, addormentata due minuti dopo il decollo.

Atterro, passo il controllo documenti, cerco in quale delle mille tasche ho accuratamente riposta la ricevuta del parcheggio e mentre cammino sbandando e palpandomi come se avessi una malattia strana, lo vedo.
Il biglietto del parcheggio! :D

Nu, Leonardo. :')

Così. :')

Cioè, ho fatto proprio la faccia, così. :')
Un po' ebete, un po' commossa, un po' tanto tanto felice di vederlo.

Perché probabilmente era stanco anche lui, essendo rientrato da Salerno il giorno precedente, e perché avevo la macchina e potevo arrangiarmi da sola e non era necessario sprecasse un'ora per venirmi a prendere. Però. :')


Moltissimi baci, e un abbraccio stretto stretto che leva il respiro.
Resta il fatto che ho un sonno che picchia duro. :|

"Prof... ", tono lamentoso e palpebra calante, "fai tu? Tu chiama? Sì?", porgendo la ricevuta del parcheggio.
Chiama.

Recupera la macchina, guida.
Molto protettivo, molto uomo.
Io, molto addormentata.

Mi sveglia.
- Bambolina, ti aspettano, a casa tua?
No. Non sanno nemmeno che sono rientrata.

- Figurati.
Davvero. Glielo dico domani.

- Allora questa notte la passi con me?
Hm, sì. Se mi vuoi. :)

Sorride.
E parcheggia, sempre sorridendo. Il che è strano, perché dove abita lui non è facile trovare parcheggio, e in genere tira delle grandi saracche. Strisce gialle, strisce blu, strisce vaffankulo.

Saliamo in casa, e a me pare sia passata un'eternità dall'ultima volta che sono stata qui. Dieci giorni, più o meno. Ma avevamo discusso, ed ero e mi sentivo lontana. :|

Facciamo la doccia insieme, a me piace stargli addosso e baciarlo mentre l'acqua scorre e la sua pelle sa di acqua e poi di docciaschiuma e sembra di baciare il pino silvestre. A lui piace starmi addosso e stringermi forte e baciarmi mentre l'acqua scorre. E leccarmi, mentre l'acqua scorre.
Che poi finisce, l'acqua, calda, e mi tocca sciacquare i capelli al freddo, smettila! :D

Cioè, continua, ma dopo che ho asciugati i capelli. ^_^'

E poi a letto, sotto il piumone, mentre tremo e sono così stanca che mi sembra di fluttuare, come se i neuroni si fossero dissociati, entrambi, e veleggiassero a un metro da me. Altri baci e carezze, sono poco attiva ma abbastanza reattiva, parecchio reattiva, tutti quei baci, e la doccia, e l'attesa, sono in stato preorgasmico da una settimana, e vorrei dirgli di smettere di leccarmi perché sono veramente al limite e se mi farà godere poi cadrò in coma e dormirò per venti ore e invece vorrei sentirlo dentro e.
Too late. ^_^'

Keammemmi piace proprio, quando mi lecca.
Mi piace perché lo fa bene, con la giusta dose di delicatezza e di insistenza, e perché - credo - lo fa con piacere. Piacere suo, intendo. Lento, come se stesse indulgendo in un vizio. Mi sposta le gambe, affinché siano ben divaricate, molto ben divaricate, a volte le solleva e le blocca ai lati della testiera, ma non stasera. Stasera si contenta di mettermi il cuscino sotto al culo, sollevandomi un po' e affondando il viso tra le mie cosce. Molto lentamente. Sento. Prima, il calore del suo respiro, sulla pelle fredda. Poi, la sua barba, che solletica. E quando - facendo ricorso ad addominali che non potete nemmeno immaginare - cerco un contatto più deciso, le sue mani mi stringono forte, tanto da scoprirmi piena di lividi il giorno successivo, allontanandomi. Il primo bacio, sul clitoride, quasi un morso a labbra chiuse; il primo gemito. Il primo pugno nel muro, sottile, che divide la sua camera da quella del suo compagno di appartamento. Ekkeppalle. O partecipi, o dormi. ^_^'

Mi apre, coi pollici, e così aperta passa la lingua dal basso verso l'alto, piano, piano, piano fino a quando non dico "Leo, per favore, basta" e lui dice "No, bambolina, ancora". E io penso che gli piaccia, davvero, ancora. E godo, molto. E quasi dormo, quando sento che prende un gommino dal cassetto, e penso che deve essere difficilissimo infilare un gommino quando si è in debito di sonno e forse lui non è così stanco, oppure è una di quelle cose che ai maschi viene naturale fare, anche in condizioni estreme, tipo non ti si apre il primo paracadute, gommino, paracadute di emergenza.

Quando entra, ho ancora i brividi. È bello quando mi scopa così, standomi sopra e addosso, che io sto tutta sotto di lui e mi sembra che tutte le cose abbiano un ordine. Ancora, lentamente, io sono liquidissima e tremante, lui è forte, duro, duro, duro e molto lontano.
- Non troppo lontano.
Lo dice piano, quando inizio a muovermi in controtempo e i suoi colpi diventano più veloci e potenti.

- Non troppo lontano, bambolina.
Ripete, sempre piano, mentre gli lecco il collo e prego, ansimante, di finirmi.

La sua mano a coprirmi la bocca, tendo a diventare quite noisy quando mi distraggo, e poi gli ultimi colpi, quelli più profondi e rantolanti, prima di crollarmi addosso.

Coso? Pesi il doppio di me, tra cinque secondi muoio. Lèvati! :D

- Quanto sei riconoscente, bambolina. E comprensiva.
Uh. :|

- Scusa. :|
- Scherzavo.

- Shi. Però scusa. Cioè. Grazie.
- Prego. Mi piaci quando sei così formale. La prossima volta, mandami dei fiori per ringraziarmi.
- Una rosa per ogni orgasmo?
- Non dovrebbero essere dispari?
- Hm. Sì. Potresti farmi il culo.
- Oggesù, bambolina, vuoi farmi morire?
Nu. Dicevo per dire. ^_^

- E vedi che dopo dici per fare.
Kevvuol dire? Questa frase non ha senso. ^_^
E poi dopo, dopo cosa? ^_^'

- Dopo cena.
Sono le tre del mattino. Definire cena.

- Bambolina, ho fame, ti spiace?
Nu. Anche me, fame. Saltato cena.

- Si vede. Adesso te ne stai qui buona buona nel letto, e quando è pronto ti chiamo.
Shi. :)
Viziatissima, Alice. :')

Spaghetti, coi pomodorini freschi, il peperoncino, l'olio e il basilico.
- Leo?
- Piccola? Troppo piccanti?
- Nu. Un po'. Non troppo. Leo?
- Piccola.
- Ti voglio bene.
Si alza, mi alza, e mi stringe forte. :')
Gli voglio bene, davvero. :)

Torniamo a letto, parliamo, io un po' dormo, ma tanto parlo nel sonno, e alle sette lui dice "Sono le sette", perché è un uomo preciso, e facciamo la doccia, ancora insieme, ancora tantissimi baci. E un pompino, tanto per gradire.

Lo osservo preparare la borsa, mentre bevo un caffelatte lungo come l'agonia.
Sono un po' triste.
Risaliamo in macchina, ripercorriamo la strada verso l'aeroporto. Questa volta è lui, a partire. Conferenza a salaminkia, starà via sino a sabato.
Sono un po' triste. :|
Comunicazioni di disservizio
I pensierini di girliegirl di sabato, 03 maggio 2008, ore 18:35
La Girlie si è presa male perché Splinder ha apportato modifiche per effetto delle quali il titolo dei post viene trasformato in link.

Non apprezzando la novità, m'ha sfrangiato le palle di sabato pomeriggio e se nemmeno voi apprezzate, potete modificare il template sostituendo

<$BlogItemTitle no_seo=1$>

a

<$BlogItemTitle$>.

Tutto qui. Saluti dalla Girlie e baci alle ragazze.


L'amichevole Technofriend.
Primomaggio
I pensierini di girliegirl di venerdì, 02 maggio 2008, ore 00:29
E tanti auguri a me, che sto sudando per guadagnarmi l'onesto pane.
Nuovamente in trasferta: qui il primo maggio lo festeggiano il cinque e così oggi lavoro. Alla faccia vostra che starete pontando allegri felici e improduttivi imboscati nelle italiche fratte.

Io, lavoro.
Leonardo è sceso a Salerno dai suoi, e se il pensiero che vi sorge spontaneo è "Quanto scalda il cuore vedere un bravo giovine così affezionato alla famiglia, alla tradizione, alla patria", siete persone belle.

Se invece state pensando: "Certo che kazzominkia sempre Salerno e io sto qui da tre mesi e non hai mai trovato il modo di disimpegnarti per venirmi a trovare epperò a Salerno ci puoi andare per Pasqua perché Pasqua con i buoi e altrimenti Tiziana restava male e poi pontedimaggio e non hai trovato il volo ma il treno l'hai trovato e il treno è più lungo dell'aereo ma la stazione è più corta dell'aeroporto e quindi forse a cercare bene il volo potevi anche trovarlo e comunque adesso stai a Salerno colla tua ex fidanzata kulona e io sono qui da sola coll'elettricista coi calzoni mosci e i denti casuali", allora siete me.

Inquietante, no?

Anche l'elettricista è inquietante, e non solo perché da quando ha iniziato a lavorare è già saltata la luce diciotto volte, ma anche perché sembra non avere la più pallida idea di come procedere: è immerso nel vano del quadro elettrico, sta smontando pezzi a caso, ogni tanto domanda conferma (ho la faccia di quella che ne capisce? Forse i magici folletti dell'elettricità sono stanchi e non faranno funzionare la lavatrice sino a quando non offriremo loro del succo di pera e ginseng) e materiali di supporto (uno strofinaccio per fare presa, che non riesce a svitare il... cos'è quel coso? Un boccaporto? L'ingresso secondario al caveau della Banca d'Italia? Un cacciavite a stella? Una chiave del nove? Una birra chiara?).

Per tutto il resto, c'è Skype.
Tecnologia al servizio della perversione.
Io e il prof siamo impegnati in una sessione particolarmente maiala.
Abbiamo le cam accese. Leonardo è seduto sul divano del salotto dei suoi genitori, colla grande grande famiglia radunata a un passo da lui. Io sono raggomitolata sulla poltrona nella mia casetta in trasferta, coll'elettricista sega che ogni tanto lancia urla in fondo al corridoio. Stiamo giocando a scacchi. Not zeitnot, perché io sto lavorando anche se non sembra, e poi mi alzo, bevo, mangio, scappa pipi, dico cose che non c'entrano, faccio vedere le tette.

Scacchi lenti online.
Ognuno colla propria scacchiera, e il portatile ordinatamente disposto come avversario. La cam puntata sui pezzi, anche se io ogni tanto la alzo per fare le facce buffe. E sfottere, un po'. Ah-a! :D

Il dolce suono della voce di Tiziana.
Kessempre a casa tua sta?
Non ce l'ha un posto in cui vivere?
Un amplio trilocale, due camere cucina bagno cantina terzo piano con ascensore truogolo incluso?
Piccolezze [2]
I pensierini di girliegirl di lunedì, 28 aprile 2008, ore 11:59
[segue, come promesso. Ah, quanto sono affidabile. Più di Splinder, che ogni tanto carica il template, ogni tanto no. Nel caso, fate finta sia una nuova versione del blog, clean and minimal.]

Il triangolo.
Lei, lui e la vostra amichevole testolina rossa.

Era giunto il momento di eliminare Sabrina.
O di congedarmi per andare a incipriarmi il naso, compiendo un lento e vizioso giro della sala, verificando lo stato in vita di Ste e scambiando qualche parola con possibili candidati al ruolo di oggetto sessuale.

Chiusa la porta del bagno, sedetti con grazia regale e mi abbandonai alla tristezza. Mi mancava Igor. Erano passati mesi da quando ci eravamo visti l'ultima volta, e ancora mi mancava. Pensavo che niente avesse senso se lui non c'era e che non sarei mai più stata felice e cose così. Pensavo a lui in continuazione, ossessivamente. La canzone ascoltata quella volta che, e quella volta, quella volta avevo una maglietta verde, e in questo locale eravamo stati insieme, e questa è la marca di birra che più gli faceva schifo, e guarda questo sottobicchiere, è tondo, come una O, la O di Ig-O-r, la A di Alice e la I di Igor, AI AI AI le vocali dell'ammmmmore.

Avrei potuto continuare così per altre ventitre lettere, una delle quali muta (hhhhh, mentre lo succhiavo a Igor), quando la mia meditazione venne interrotta dalla soave voce di Sabrina.
- Alice? Alice! ALICE!
Eh?

Uscii dalla toilette, tirando due o tre volte l'acqua per simulare una qualche attività evacuatoria.
- Oh, Sabrina.
Sorrido, ebete.
Tutto bene? Hai visto che bellina la carta igienica coi fiori? Sì?

No.
Silenzio.
Imbarazzo.
Terrore panico?

Abbastanza.
Sabrina prese a recitare la scena madre, nel ruolo della fidanzata tradita, umiliata e offesa.
Io, la strega cattiva e baldracca che le aveva insidiato l'uomo.
Lui. Boh. L'uomo di pongo, forse.

Attesi - impaziente - che Sabrina terminasse il monologo, senza ribattere, senza obiettare. Non mi piace discutere, men che meno con chi urla e strepita per imporre le proprie ragioni. Men che men che meno, con chi di ragioni non ne ha. Kazzimportava di lei, di Corrado, della loro storia morente, morta, sepolta. Talk to my hand.

Marcai mentalmente il suo nome nella lista "persone da evitare - con cura" e continuai ad annuire. Sì, io ero una troia e lui un bastardo. Certo che il contrario sarebbe stato più interessante. Io, bastarda. Lui, troia. Un accompagnatore di lusso. Oppure un marchettaro di borgata. Tirato da puttanone, truccato, imparruccato. Veramente brutto.

In un qualche momento, Sabrina uscì dal bagno, e così feci io, in un qualche momento successivo.

Il resto della serata, irrilevante. Altre birre, Stefano. Lamentazioni. Kettu lo sapevi che Sabrina era così stronza? E lui? Kessai di lui?

Niente.
Mi.
Ti amo, anche se sei inutile.

La fine della serata, moderatamente irrilevante.
Uscimmo dal locale, camminammo in direzione dell'auto, ci fermammo a sedere e fumare sulle panchine del parco. Io e Stefano. Una panchina per uno, chiacchierando da panca a panca. Parco deserto, la notte, le voci risuonavano. Nel buuuio, buuuuio.
- Alice?
Io. Comunque non era buio, c'abbiamo i lampioni. Metropoli moderna.

- Pareva d'aver riconosciuto la tua voce.
Mia.
E io avevo riconosciuto la sua.
Perché sono astutissima anche se non sembra.

[continua, tipo dopo che mi sono asciugata i capelli. Nella prossima puntata, si scopa. Poco, però.]
Piccolezze
I pensierini di girliegirl di sabato, 19 aprile 2008, ore 00:25
[Questa sera prende così. Male male male. Tipo che nessuno mi ama ed è finita la cioccolata. Passerà. Nell'attesa, speculativa e oziosa, emerge un ricordo del febbraio del 2003.]

Ho vissuto a Milano sino all'età di cinque anni. Giorno più, giorno meno. Poi c'è stata Roma, poi Genova e nuovamente Roma. Così, quando ho fatto ritorno nella capitale morale, ho scoperto una città natìa e ignota. Non mi piaceva stare a Milano, non avevo punti di riferimento, non sapevo muovermi, non conoscevo nessuno. C'erano un sacco di milanesi. Lo so, sono molto emo, ma ho la tristezza e se avete dimenticato le vostre lamette potete dirlo. Più lamette per tutti.

A settembre mi ero iscritta all'università, dopo aver speso sangue - ma soprattutto sudore - per convincere la segreteria didattica a riconoscere i crediti dei lacrimevoli esami sostenuti a Roma. Hey, ci ho messo due anni per raccattare queste due luride materie, mollate il libretto e registrate i voti. Li ho meritati. Per anzianità, quanto meno.

A febbraio, dopo un interminabile semestre, mi avviavo a riprendere la mia fulgida carriera scolastica, una moderata vita sociale e una smodata attività sessuale. Insomma, studiavo e scopavo con sconosciuti. Sì, sì, solite cose, uscivo da una storia etc. Scopavo. Un sacco.

Una sera di mercoledì.
Avevo accompagnato Stefano a una festa per studenti; in uno di quei locali sufficientemente squallidi da dover contare sulle consumazioni scontate per non morire di fame durante la settimana. Si entrava mostrando il tesserino della facoltà o qualunque altro badge colorato, dalla tessera dell'autolavaggio alla ricarica telefonica usata. All'interno, musica improponibile, birra calda, compagni di corso. E compagne: Sabrina.

Sabrina non era un'amica, anche se frequentavamo la stessa classe del martedì e ci incrociavamo nei corridoi con una certa frequenza. Cose di "Ciao, come stai?" - "Bene, grazie, e tu?". Quella sera, ci eravamo ritrovate gomito a gomito al bancone del bar, e avevamo iniziato a chiacchierare.

Chiacchiere di femmine, fitte fitte, lei che diceva di un ragazzo col quale aveva rotto pochi giorni prima, io che dicevo di un ragazzo che m'aveva bakkagliata pochi minuti prima.

- E comunque è lui che è uno stronzo, perché siamo stati insieme per quasi due anni, insieme insieme, ci vedevamo tutti i giorni, e lui ha lasciato che io mi appoggiassi a lui
- no, davvero, non male. Cioè, ha fatto questo approccio idiota, chiedendo se avessi il cellulare spento perché lui era tutta la vita che provava a chiamarmi

- poi quando sono partita per l'Erasmus all'improvviso ha smesso di essere presente
- ho fatto la faccia "eh, beh", e lui ha sorriso e ha detto "sono patetico?"

- era come se non fosse lì, io avevo bisogno di lui e lui non c'era
- ho rifatto la faccia "eh, beh", ma più convinta e stronza

- però quando uscivo con i miei amici per distrarmi un po': l'inquisizione! Come se fossi lì per divertirmi e non per studiare
- e lui ha detto: "va bene, lasciamo perdere la questione del cellulare. Mi dai il tuo numero?"

- la prima volta che è venuto a trovarmi, abbiamo passato un'ora a fare l'amore e settantadue ore a discutere
- che non gli ho dato, però gli ho sorriso e quasi potrei andare a cercarlo

- dopo quattro mesi praticamente non stavamo più insieme
- che tanto te stai a menartela e non mi ascolti

- e quando sono tornata in Italia, ci siamo lasciati
- e 'sto povero cristo, di grazia che è scappato

- poi siamo tornati insieme, poi ci siamo lasciati di nuovo
- ti giuro, provo un dolore acuto proprio qui alla gonade destra

- e io ho continuato a sopportarlo per settimane, ma adesso ne ho veramente abbastanza
- se fossi un uomo, penso potrei definirlo: "immenso giramento di coglione"

- perché io sono bella e buona e tutto quello che vuoi, ma c'è un limite
- e una pazienza. Senti, Sabri. Io quasi mi faccio un girello in caccia dello scemo del cellulare, bueno?

- no no no, aspetta. Sta venendo qui.
- chicosadove? Come?

- Corrado!
- chicosadove, sottolineato chi?

- il mio ragazzo!
- il tuo ragazzo CHI?

- Corrado!
- CORRADO CHI?

- Corrado io.
Oh, lo scemo del cellulare. :|

- Corra, ascoltami bene e fattene una ragione, tra noi è tutto finito, finito, finito. Capitolo chiuso, lo so che fa male ma devi cercare di andare avanti. Io ti vorrò sempre bene e sono disposta ad aiutarti, non voglio vederti soffrire anche se capisco che senza di me tu stia annegando, guardati, sei devastato, hai la barba lunga, le occhiaie

Proseguendo per altri sedici minuti. Senza prendere fiato, dico. Mentre io mi esibivo in una delle mie migliori interpretazioni del ruolo del complemento d'arredo.

[Nella seconda parte di questa vicenda allegra come una campagna elettorale sbagliata: sesso. Ammesso ci sia una seconda parte. Abbiate fiducia.]
Sincronizziamo gli orologi
I pensierini di girliegirl di mercoledì, 16 aprile 2008, ore 20:18
Ali82: uh?
Leo76: buh! :-)
Ali82: prof? ci sei?
Leo76: no
Ali82: uh? O_o
Leo76: ho solo dieci minuti di pausa :-(

Ali82: che vuol dire che ne avevi quindici e ne hai usati cinque per fumare? :P
Leo76: che vuol dire che ne ho dieci e ne userò cinque per fumare e cinque per dirti che ti voglio bene ;-)
Ali82: oh. sto appena dopo il tabacco?
Leo76: non sei felice? fumo da diciassette anni e ti conosco da tre. non male, bambolina
Ali82: tipo che se continuo così potrei... potrei... insidiare le prime posizioni della classifica? ci sarà un giorno in cui dirai "non mi importa della partita, usciamo a fare shopping?" :D
Leo76: certo, bambolina. il giorno in cui dirai "non mi importa dello shopping, guardiamo la partita"
Ali82: hm
Ali82: lo vedi probabile?
Leo76: non impossibile.
Ali82: ah
Leo76: ma nemmeno troppo prossimo ;-)
Ali82: hm. magari la tua squadra perde perde perde e finisce nel girone oratorio e non t'interessa più il calcio
Leo76: magari diventi bassa, grassa e brutta e non ti interessa più lo shopping

Ali82: tipo la tua ex?
Leo76: ...
Ali82: ...
Leo76: ...
Leo76: sei acida
Ali82: lo so. non scopo da due giorni.
Leo76: ma io sono partito domenica
Ali82: too easy :P
Leo76: eh bambolina, vedi che quando ritorno me le paghi tutte
Ali82: che ho detto che non scopo da due giorni? o che ho detto che TizZiana è bbbruttagrassabassa?
Leo76: che hai detto che la mia squadra finisce all'oratorio. oh, bambolina, sulle cose importanti non si scherza

Ali82: hihihi :D ti vengo a prendere? andiamo al mare? andiamo a Legoland? mi porti a Gardaland?
Leo76: se mi vieni a prendere, mi fai una cortesia. altrimenti prendo il treno, piccola, non è un problema
Ali82: oki. vengo a prenderti. poi ti va di scendere a Genova o sarai stancherrimo?
Leo76: sarò distrutto, sono già a pezzi adesso. però mi fa piacere andare al mare. magari evitando tuo fratello, il tuo migliore amico, la fidanzata del tuo amico, il tuo ex fidanzato, la fidanzata del tuo ex fidanzato
Ali82: eh. non hai detto "la fidanzata di tuo fratello"
Leo76: perché tuo fratello è sposato, e perché tua cognata sembra essere l'unica persona della tua famiglia a non considerarmi un pirla

Ali82: hihihi. è buffo "pirla", detto da te :D
Leo76: mi sto legaiolizzando in vista del rientro nella repubblica padana
Ali82: seeee... mica lo so se ti fanno rientrare
Leo76: e vabbuo, vorrai dire che me starò sotto al Po.
Ali82: attento all'umidità
Leo76: attenta alla sculacciata che ti prendi
Ali82: hmmm ^_^
Leo76: no, bambolina, non è cosa, stai buona.
Ali82: shi ._.

Leo76: niente faccine, piccola, tra pochi giorni ci vediamo :-)
Ali82: shi. sto guardando i voli.
Leo76: quando parti?
Ali82: non lo so, sto guardando. sett prox.
Leo76: ricordi che io sono via, la seconda settimana di maggio?
Ali82: nu :(
Leo76: te ne avevo parlato, bambolina :-)
Ali82: scordato. :( io poi sono via la prima. e la terza. la quarta boh
Leo76: ah.
Leo76: devi proprio?
Ali82: beh shi :| è il mio lavoro :( mio :'( lavoro :"(
Leo76: no, no, no, bambolina, non provare a rigirare le cose! :-)
Ali82: shi. tu hai detto "allora stai a casa e cucini, lavi, stiri e parli quando pisciano le galline"
Leo76: [devi proprio] fare la prima e la terza settimana o per caso riesci a far coincidere le tue trasferte con le mie [?]
Ali82: "zitta, femmina, altrimenti ti batto come un tamburo"
Leo76: proprio io, certo :-D

Leo76: via, donnamanager, devo rientrare. sistema tutto e riserva un po' di tempo per me. :-)
Ali82: eh, adesso guardo. tu non è che stai tanto in alto, in classifica, veh.
Leo76: lo so, ma conto sulla tua magnanimità.
Ali82: posso mandarti una cartolina
Ali82: oppure una foto. autografata.
Leo76: "a Leonardo, con affetto"?
Ali82: "con tanta simpatia"
Leo76: posso almeno scegliere la foto?
Ali82: nu, puoi avere quella standard che mando a tutti. a quattro zampe sul letto, mentre mi masturbo col dildo rosso
Leo76: ...
Ali82: è una foto artistica! bianco e nero, un po' boh, come si dice, non lo so, tipo velata. e poi il dildo, rosso. bianco e nero e rosso.
Leo76: come la corsica.
Ali82: sì, ma più anale
Leo76: sciocca! buona giornata, piccolina, ti bacio
Ali82: shi. anche io. un po'. quando ho finito col dildo.
Leo76: bacio! :-)
Ali82: bacibacibaci :)
Fettine di culo
I pensierini di girliegirl di mercoledì, 09 aprile 2008, ore 19:08
[conversazioni telefoniche col fratello Nutless.]

- Ciao zukketta, keffai?
Sì, parla colle K, come me. Questioni di geni e di scarsa alfabetizzazione.

- Lavoro.
- E ti lamenti?
- No. Lavoro.
- L'avessi io il tuo lavoro.
Ma non ce l'hai.
Non mi stavo lamentando, e non farlo neppure tu; segna questo discorso col numero 74: "Quanto è difficile la vita del giovine moderno, precario instabile e con famiglia a carico", poi dì SETTANTAQUATTRO e io capisco ed esprimo finta solidarietà. Eh, quando c'era lui.

- Cosa fai domani sera?
- Boh, esco.
- Colla tua amica colle tettone?
Non sei un po' troppo vecchio e sposato, per bakkagliare le mie compagne di corso?

- Sposato, ma non vecchio. Non dimostro più di venticinque anni. E mi piacciono le tettone.
- Dimostri venticinque anni perché sei koglioneinside, e piantala colle tettone.
- Fankulo. Allora domani?
- Eh.
- Ceniamo insieme?
- Oh. Sì. :D
Quando? Dove? Come?

- Venite a prenderci in stazione...
- Venite?
- Sì, tu e Ross, zukketta, svegliati.
Ho dormito poco, sono lenta. Non infierire. E non chiamarlo Ross. è_é

- Va bene. Te lo spiego, lentamente.
- Fankulo.
- Veeeeniiiteeee - tu e Ross, intendo - aaaaa preeen
- Alex? Fankulo, veh.
- Ok. Andiamo a cena, tu scegli il posto, tu paghi.
- Grazie per avermi invitata.
- Io non ho un lav
- SETTANTAQUAAAATTRO.
- Stronza. Poi ci accompagnate all'aeroporto?
Uh? Me la stai menando perché sei morto di fame, e poi vai via?

- Quattro giorni, un giretto. Ho trovato un volo low cost.
- E?
- A proposito. Dovresti andare sul sito dei last minute e comprarli, i biglietti.
Certo, sono qui a posta. A seppellire zecchini nel campo de' miracoli. :/

- Avida. Te li rendo. Prima o poi. Datti una mossa, che non li trovi più.
Subito! Corro! Fankulo!
Per dove?

O_o
- Scusa. Ma. Io vivo lì da due mesi e tu non hai mai mosso il kulo per venirmi a trovare e adesso che sono a Milano, decidi di
- Respira. Respira e ragiona. Tu adesso sei a Milano, giusto? Quindi il tuo appartamento è libero. Dovrei andare in albergo quando ho un appartamento a disposizione?
No, certo. Dovresti andartene affankulo, ecco. Disponendo, liberamente.

- C'è tutto, vero? Lenzuola, asciugamani? Non voglio portare tanto bagaglio.
Tutto, tutto per te.

- Ok, allora ci vediamo domani. Portami le chiavi di casa.
Sì. Con un fiocco rosso.

- Ah, e la tessera per la metropolitana, così ne prendo solo una per Iso e non butto via soldi.
Ne ho due, ne avevo fatta una per Mino. Così fai fuori il credito che c'avevo lasciato io e non butti via soldi. è_é

- Meglio ancora. Senti. Valuta ne hai? Non mi va...
... di buttare via soldi in commissioni di cambio, certo.

- Dai zukketta, adesso ti devo lasciare.
Ketti stavo trattenendo? Posso offrirti altro?

- Oh beh. Se insisti. Mi presti la tua sim da trasferta? Chiamare l'Italia costerà una fortuna e io il mio figliolo lo devo sentire almeno tre volte al giorno.
Pure quattro, non vede l'ora che ti levi di kulo per fare feste selvagge. E cmq potresti usare skype, invece di telefonare.

- Hai ragione.
Lo so.

- Mi presti il portatile?

[Una volta la mia amica colle tettone Vale mi disse: "Beata te che hai un fratello maggiore come Alex". Bene. Cedo beatitudine e fratellanza, prima di essere sommersa dai debiti. Lei in cambio potrebbe cedermi qualche chilo di tette. E adesso chiamo Ross Leonardo per sapere se domani sera è impegnato. Vi amo, voi e i vostri fratelli.]