Novembre del 2005, più o meno di questi tempi, mi trovo annoiata e invidiosa nell’aula magna della mia università ad assistere alla seduta di laurea di una compagna di qualche corso.
Attraverso un periodo di moderata negatività – sarebbe facile scrivere “depressione” – uno di quei periodi in cui nulla funziona a dovere, nulla importa, nessuno mi vuole bene, tutti sono brutti e molti pure cattivi. Esco da una storia importante (ahhh! ah! ah!), non riesco a dare esami, in famiglia ci si odia più del solito e forse ho le doppie punte. Faccio sesso, molto, e subito mi pento d’averlo fatto, come un coccodrillo trombante.
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