- Alice, dammi il cellulare. Non puoi usare il telefono. -
Mamma? Cosa ci fai in camera mia? Perché mi parli? Perché vuoi il mio cellulare?
- Chiedilo a tuo padre. -
Cosa state combinando? Questi litigano un giorno ogni due, e se non riescono a tirare in mezzo me o Alex non sono contenti. Giusto, Alex.
Alex sa.
Alex sa sempre tutto.
- Alex, come è? -
- Ali, è che Alberto è arrabbiato, ma arrabbiato vero. Sta venendo a Milano per parlarti, se non me lo dici tu cosa hai combinato, io non ne ho idea. -
Ma nemmeno io. Vado a lezione, in palestra, in giro con Stefano. Non ho ancora fatto stragi all'asilo del piccolo né dato fuoco alla casa. Boh. :|
Alberto ha detto che sarebbe passato a prendermi alle sette, sono le sette e mezza, è in orario. Scendo. Mamma? Cosa fai? Cosa vuoi?
- Vengo a cena con te e Alberto. Dobbiamo parlare. -
Oddio, a cena con mamma e papà. Non si sono seduti allo stesso tavolo nemmeno quando hanno deciso di ritirarmi dall'università a Roma. Quando sono stata fermata per volantinaggio abusivo (vabe) sì. Un secolo fa, non possono aver ritirato fuori questa storia. :|
- Alice, allora? -
Allora cosa, io ancora non ho capito perché sei venuto a Milano.
- Manfredi, Alice, MANFREDI. Cosa hai combinato con Manfredi. -
Eh? :|
Primo, abbassa la voce che anche se sei mio padre non mi puoi urlare contro altrimenti me ne vado vuoi vedere che me ne vado davvero?
Secondo, boh. Ci sentiamo al telefono. Siamo usciti insieme una sera. Vabe, ci siamo baciati. Kettifrega?
- Alice, io non ti ho mai detto niente... -
Ecco, brava, continua a non dirmi niente.
- ... ma non mi sta bene che tu esca con un uomo dell'età di Robert. -
- Nicoletta, che cosa c'entra adesso Robert. -
Bravi, litigate tra di voi. Comunque non ha l'età di Robert, ha... sei anni di meno.
- Alberto, se a te va bene che tua figlia si veda con uno che ha l'età di suo padre -
Robert non è suo padre...
- Robert non è suo padre! Se tu te la fai con il primo ragazzino che incontri per strada non sono fatti nostri. -
Robert ha quarantadue anni, e ha sposato mamma sedici anni fa; non è né un ragazzino né il primo che incontra per strada. Non importa. Parliamo di me? :|
- Scusate se esisto, ma state facendo tutto voi. Qual è il problema? -
- Il problema è che esci con un ragazzo troppo grande. - Mamma.
- Il problema è che hai una storia con C. e non mi hai detto nulla. - Papà.
Pronto?
- Non è troppo grande e non c'è nessuna storia. -
- Eppure, bambina mia, a leggere questo articolo sembrerebbe proprio esserci. E a me non piace dover ricevere un fax per sapere cosa fa mia figlia. -
Un articolo? Un fax? Aripronto? Mi passa un foglio, un fax di qualcosa, si legge male. L'educazione di Lolita.
È un'intervista a Manfredi. Un pippone sulle sue ricerche, che Guglielmo di Baskerville nemmeno lo pettina, e sull'inutilità degli studi scolastici. L'università poi, che farsa. Troppi studenti troppo ignoranti, la cultura è necessariamente élitaria; un buon professore deve scegliere i propri allievi migliori e seguirne la crescita, non può umiliarsi a indottrinare una folla svogliata e maleducata. Negli ultimi mesi ha avuto la fortuna di frequentare una sua giovane amica, e si è reso conto delle incredibili lacune nella sua preparazione.
Eh? Sta dicendo che sono deficiente? Mii, certi uomini solo io li trovo.
Pensare che sia possibile accedere agli studi superiori senza aver mai letto i Minima Moralia, senza conoscere Horkheimer, la poetica di Hölderlin, Habermas e l'etica del dialogo, mon dieu.
Oh, robo, come la mettiamo col fatto che non sai calcolare l'area del trapezio? Ho capito che io e la filosofia ci conosciamo di vista, ma anche tu hai le tue belle lacunozze. Poi perché mi deve sputtanare così in pubblico ancora non l'ho capito. :|
Vede (marpione, lo immagino mentre abbassa il tono della voce e si sporge benevolo verso l'intervistatrice, che sta lottando per tenersi le mutande addosso), è così triste scoprire una bella mente selvaggiamente abbandonata a sé stessa. Io posso solo provare a suggerire qualche titolo di tanto in tanto, dare uno spunto, un la che accordi le povere conoscenze sconnesse in una sinfonia di sapere.
Minkia questa me la ricordo perfettamente, "sinfonia di sapere", letterale. :|
E immagino l'intervistatrice ammiccare scioccamente e dire ma questa giovane amica è davvero solo un'amica? Oh, il pulitzer non te lo leva nessuno, l'ho visto nei tarocchi.
Sorrisino, poco dissimile da un ghigno satanico, e blanda ammissione di interesse nei confronti della sottoscritta. L'intervistatrice non demorde. Dobbiamo allora dire alle nostre lettrici che il cuore del loro autore preferito è stato catturato da una piccola Lolita?
Adesso vomito, davvero. Lettrici, cuore. Autore preferito. Lolita tua sorella. Piccola, poi.
Assolutamente, estaticamente e dolorosamente catturato. Sono schiavo dei baci di una ragazzina di ventanni.
Jeez. :D
- Paparocchio, sicuro che sia io? Troppo bello bello bellissimo. - :D
- Alice, smetti di saltellare, certo che sei tu, c'è la foto. -
Foto? Questa macchia sfuocata? Non potevi farti mandare via mail il pdf dell'articolo invece di 'sta ceppa di fax? See, vabe, sto parlando con l'uomo lo-tech, ancora deve capire come funziona il videoregistratore, figuriamoci la posta elettronica.
Comunque questo è un giornale locale, chi vuoi che lo legga.
- Alice, anche se fosse il foglio informativo della parrocchia, resta il fatto che non sei stata sincera. -
- Pap, io non ne sapevo nulla. Ok, siamo usciti una sera, e i baci, te l'ho detto. Tutto qui. Problemi? -
- Sì. -
Tu, zitta, che non c'entri niente.
- No. Domani torno a Roma, parlerò con Manfredi. -
- Sì, no, col kavolo che gli parli, ma che figura mi fai fare, stai zitto pure tu e se succede qualcosa te lo faccio sapere. -
E per quanto riguarda Manfredi, vediamo cosa mi racconta stasera al telefono. :D
- Buonasera Alice. -
- Hmmm... buonasera. Alberto m'ha fatto leggere un articolo. -
Ride, forte.
- Alice, dovevo avvertire Alberto di quell'intervista, l'ho pensato per tutta la settimana e poi ho dimenticato di farlo.
Ho parlato per quasi un'ora del libro e la signorina giornalista ha tirato fuori un articolo rosa. Ti dispiace? -
Che m'hai dato dell'ignorante? Eh, insomma. :|
- Ma tu sei deliziosa, ci sono così tante cose che non conosci. -
Area del trapezio?
- Quando potrò avere un altro bacio? -
- Mai. Sono troppo scema per baciarti. -
- Quanto sdegno! Allora è inutile ch'io venga a Milano per invitare una piccola Lolita a cena. -
Ride, ancora.
- Chiamami ancora Lolita, provaci, dai. -
- Tu acconsenti a cenare con me, poi vediamo. -
- Hmmm. Ok. Però chiami Alberto e gli dici che il casino l'hai combinato tu, che non mi fanno uscire. -
- Alice, l'idea di dovermi chiarire col padre della mia donna per evitare che venga messa in castigo mi fa sentire incredibilmente vecchio. -
Kavoli tuoi, la prossima volta non parlare di me nelle tue stupide interviste.
- Io adoro parlare di te, lo farei in continuazione. -
- Ti detesto. -
- Buona notte, Alice. Aspetterò sabato sera e i baci che mi darai. -
- Buona notte, Manfredi. - :)












