Ho racchiuso i pensieri tra parentesi tonde per non confonderli con i dialoghi.
Lunedì mattina qualunque di un tranquillo giorno di scuola.
Entra lui, professore di fisica, ingegnere taldetalichemmenefrega. Si siede, fa l'appello e passa a interrogare.
Professore, mi scusi, io l'altra volta ero assente per la spiegazione, non ho capito un paragrafo della lezione che ha lasciato (perfetto, se mi facevo uscire anche la lacrimuccia mi davano l'oscar).
-Cioè mi stai dicendo che non hai fatto nulla e ti stai giustificando?-.
No, ho detto che non ho capito un paragrafo, c'erano altre pagine.
-Bene, cos'è che non hai capito?-.
....eh, il paragrafo.
-Cioè, mi spieghi cosa c'è di difficile in queste cosucce?-.
(eh, parli te che sei ingegnere del mio pene).
Vuoi leggere per favore a voce alta?
*bla bla a voce alta*
-Cosa c'è da capire?-
('azzo ne so? Se lo sapevo non te lo chiedevo)
-Tu vorresti farmi credere che non lo capisci?-.
(Oh, ti ho chiesto una cosa, mica ti ho dato del cornuto).
-Ah, ma qui non è un problema di capire, tu hai ben altri problemi-.
(senti, brutto coglione, problemi ce li hai tu di calvizie, che hai peli dovunque, compreso sui polpastrelli delle dita tranne che in testa dove ti servono).
-Se chiamo i miei alunni del 1° anno, te lo sanno dire. E poi io sono sempre disponibile a fermarmi anche a ricreazione e dopo la scuola per spiegare le cose, senza contare che quando ho spiegato non mi hai fermato-.
Professore, non c'ero per la spiegazione (e comunque grazie al cazzo che non ti ferma nessuno per chiederti le cose, se li fanculizzi così perchè ti chiedono di fare il tuo lavoro e ti incazzi pure...)
-Non è una scusante-.
(no, in effetti ci sto pensando solo ora che ho il dono dell'ubiquità).
-Cioè, ma non ti vergogni? Vergognati di essere arrivato al quinto anno-.
.....
(compagno di banco che mi stringe il braccio)- ale, stai calmo, appena usciamo di qua, lo impicchiamo col filo interdentale usato-.
Che fretta c'è? Abbiamo un anno intero per pensare a come farlo trapassare -_-
Chiedo scusa per il turpiloquio, ma quando ce vò, ce vò












